
Quanto Controllo e Potere hai?
Per molte persone, concetti quali "Controllo" e "Potere" sono ancora un tabù. Troppi luoghi comuni li hanno relegati ad attività oscure e certamente non a beneficio dei più. Ma le cose stanno davvero così?
Non succede niente senza Controllo e Potere
In generale, non abbiamo un buon rapporto coi concetti di
"Controllo" e
"Potere".
Lo capisco nei momenti in cui, quando ne parlo o scrivo, ricevo spesso dei riscontri piuttosto accesi, basati su una concezione deviata di questi due fondamentali elementi della nostra vita che, a maggior ragione, definiscono la qualità della nostra leadership.
Fuori dai denti, senza controllo e potere è impossibile parlare di leadership e tantomeno di qualità della vita.
Detto ciò, vediamo meglio in che modo questi due essenziali aspetti della nostra quotidianità influiscono non soltanto sulla qualità, ma anche e soprattutto sull'efficacia che riusciamo ad imprimere a qualsiasi ambito delle nostre esistenze.
Sebbene "Controllo" e "Potere" siano concetti a sé stanti, sono indissolubilmente legati fra loro, in quanto si alimentano a vicenda: l'uno determina l'altro e viceversa, ossia, quanto più forte è l'uno, tanto più solido e stabile risulterà l'altro.
La qualità del POTERE determina la qualità del CONTROLLO
La qualità del CONTROLLO determina la qualità del POTERE
Un falso POTERE determinerà un falso CONTROLLO e, viceversa,
Un vero POTERE determinerà un vero CONTROLLO e viceversa
Il motivo per cui si reagisce così male, o quantomeno si prova fastidio, verso queste due attività è perché solitamente le subiamo e le subiamo perché sono deboli in noi.
Proviamo a pensare al modo in cui reagiamo al potere e al controllo altrui su di noi.
Li avverseremmo, come di fatto facciamo, se percepissimo di avere già pieno controllo e potere sui nostri pensieri, le nostre emozioni, i nostri comportamenti e le nostre azioni?
La cosa peggiore al mondo è una persona senza alcun controllo e potere personali maturati nel tempo con un forte lavoro su se stessa, a cui è stata data la facoltà di esercitare potere e controllo sugli altri grazie ad una posizione acquisita e caduta dall'alto (lo si vede nel sociale, nella politica, nel lavoro, ecc.): è devastante e per questo la maggior parte di noi, giustamente, li vive male.
Ma non dev'essere così ed il solo antidoto a tale situazione è sviluppare queste facoltà per conto nostro, su di noi, per noi... e per gli altri.
Questa è la base della leadership, ricordandosi sempre che non esistono
"vuoti" in natura: o siamo noi ad esercitare una leadership su noi stessi o c'è una stuolo di persone, là fuori, felice di colmare questo vuoto.
Alcuni punti da considerare
Ci vorrebbero diversi tomi per trattare in modo appropriato un argomento così delicato e non cercherò certo di farlo con un articolo, ma posso dare alcuni spunti su cui riflettere per elevare notevolmente il livello di controllo e di potere nella propria leadership o, quantomeno, per iniziare una seria riflessione.
Non tutto ciò che sembra "Potere" lo è
Se dovessi chiederti quale sia il contrario di
"Potere", probabilmente mi risponderesti
"Impotenza"... ed avresti ragione.
Ma c'è di più.
Il Potere può definirsi come "la capacità di agire e/o di raggiungere risultati desiderati": siamo d'accordo?
Esiste, tuttavia una forma di pseudo-potere che chiamiamo
"Resistenza", che non c'entra niente col Potere in sé, in quanto possiamo definire la Resistenza come
"la volontà di evitare situazioni indesiderate".
Quando esercito il mio Potere, perseguo e raggiungo ciò che voglio; quando Resisto, cerco di evitare ad ogni costo ciò che
NON voglio, ed è quindi una falsa versione del Potere che è però ciò che la maggior parte delle persone persegue.
Come cediamo, ovvero acquisiamo, maggiore Controllo/Potere
La natura umana è tale per cui faremmo di tutto per evitare qualsiasi conflitto interiore e lo si fa soprattutto biasimando gli altri quando succede qualcosa che non siamo riusciti ad impedire.
Di fatto, non soltanto stiamo dichiarando di non aver avuto il potere di evitare ciò che non volevamo, ma stiamo
"cedendo" a chi biasimiamo il potere di averlo fatto accadere: peggio di così...!
Assumendoci la
"responsabilità" di ciò che accade (non la "colpa"), anche quando non ci riguarda in alcun modo, dichiariamo di avere il controllo/potere di cambiare le cose: questa è leadership;
Lavorare sulla causa anziché sull'effetto
Solitamente, si cerca di cambiare gli eventi una volta già accaduti e questo non è possibile, poiché gli eventi sono solo l'effetto di dinamiche innescate da un'interazione di situazioni del passato peraltro difficilissime, se non impossibile, da individuare ed analizzare.
Il reale Controllo/Potere deriva dal mettere in atto quei comportamenti, atteggiamenti ed azioni che andranno a ricadere in modo virtuoso sulle dinamiche che, alla fine, produrranno gli effetti desiderati. In funzione della conoscenza delle dinamiche dei sistemi, il leader è in grado di
"piegare" gli eventi a proprio (ed altrui) beneficio;
Ogni Controllo/Potere è in mano alla Natura
In realtà, Controllo e Potere non hanno alcun senso perché nessuno può dire di poterli usare a proprio piacimento... in modo
sostenibile, almeno.
Possiamo fare e creare qualsiasi cosa, ma sempre solo ed unicamente piegandoci alle ferree leggi della Natura, che sono a loro volta finalizzate a contribuire al benessere dei sistemi che dipendono da essa.
Un leader fortemente integrato con una realtà che è andata evolvendosi nei millenni per giungere ad uno stato di sempre maggiore interconnessione tra popoli ed individui, un processo ancora del tutto in essere, non può permettersi d'ignorare da dove viene, dove opera e dov'è destinato ad arrivare insieme a coloro che responsabilmente guida.
Il suo potere non deriva, infatti, da ciò che è in grado di fare, ma dalla sua capacità di relazionarsi positivamente con questa nuova realtà.
Conclusione
Ogni strumento musicale produce un suono specifico poiché è nella sua natura emettere quel suono e non altri.
Un leader dei nostri tempi non cercherà mai di cambiare la natura della realtà con cui deve interagire, come si è fatto finora, ma come un bravo compositore e direttore d'orchestra, userà i suoni unici di ogni strumento per produrre la migliore sinfonia possibile.
E' l'essenza di quella che definisco una leadership
"sistemica".
