
Perché l'Autorevolezza viene snobbata proprio da chi avrebbe più bisogno di svilupparla?
"Autorevolezza" non è una parolaccia. Eppure, per qualche motivo, crea un po' di soggezione... forse per quella sua strana assonanza con la parola "Autoritarietà", (o "Autoritarismo") che non solo ha un significato diverso rispetto alla prima, ma ne è il suo opposto.
Capo... leader...?
"Leadership", così come "leader", è un termine molto vago che nel tempo ha acquisito i contorni di qualcosa di nobile, di alto, perfino di semi-divino.
Si usa tale termine per distinguere una modalità più ispirata e
"follower-friendly"
d'interpretare l'autorità da una più spregiudicata, sprezzante ed autoreferenziale.
In realtà, la leadership è semplicemente un ruolo che viene svolto da chi si assume il compito di guidare un gruppo di persone verso un obiettivo o una meta, a prescindere dalla modalità con cui sceglie di farlo.
Piaccia o meno, anche Hitler, Mussolini, Stalin, Genghis Khan, Attila, Vlad Tepes e compagnia bella (si fa per dire!) erano leader a tutti gli effetti e anche questa mania di voler creare una netta e rigida dicotomia tra "capo" e "leader" per relegare ad ognuno una serie di comportamenti ed atteggiamenti stereotipati, lascia davvero il tempo che trova e, soprattutto, non aggiunge nulla alla comprensione della leadership.
Un capo è un leader... ed un leader è un capo: tutto il resto è poesia.
La leadership è un compito
Si può correttamente obiettare che una persona qualsiasi capace di esibire un certo modo di fare, concreto e sicuro, corroborato da una capacità relazionale fuori dal comune ed una visione chiara e nitida di dove vuole andare sia un leader naturale... ma allora, ciò di cui si sta parlando non è leadership, bensì
Autorevolezza, e le due cose non vanno confuse.
Per quanto talentuosa, solida ed ispirata possa essere una persona, essa non sarà mai un leader finché non si troverà alla guida di altre persone verso una meta ben delineata e condivisa.
Molto probabilmente, se non perfino certamente, è destino che lo diventi, ma così come un pittore non lo si può definire tale finché non dipinge, non esibisce i suoi lavori in una mostra e fa della pittura la sua fonte di guadagno, lo ripeto e sottolineo,
un leader non sarà mai tale finché non si assume l'onere della guida.
La questione, dunque, non è se si è leader o meno, che non dipende in alcun modo dalla personalità, bensì se si è leader efficaci o no e l'efficacia è in funzione non soltanto dell'Autorevolezza di una persona, ma della sua capacità di calarla nell'attività che sta svolgendo.
Tutto questo per dire che non è sulla leadership che occorre focalizzarsi, ma sull'Autorevolezza che la persona è in grado di esprimere ed è per questo che trovo ben strano che molti leader trattino con una quasi ostentata superficialità la questione.
Anche perché, quando si svolge un ruolo di leadership (delegato o assunto in proprio, poco importa), non esiste altra alternativa all'Autorevolezza che non sia l'Autoritarietà.
Una leadership... alle strette
Da anni studio e seguo la leadership, in particolare l'Autorevolezza, che ne costituisce l'anima, e di leader ne ho conosciuti un po'; ma di leader che non dovessero appoggiarsi sulla loro posizione per farsi seguire (Autoritarietà)... francamente non molti.
Certo, è molto più facile e sbrigativo adottare uno stile di leadership autoritario.
Tuttavia, va ricordato che negli ultimi anni si è elevato notevolmente il livello di consapevolezza di un collaboratore (o subalterno, a vario titolo), che si aspetta di relazionarsi in condizioni di pari dignità con il suo leader, e laddove non trovasse in lui/lei un interlocutore all'altezza delle sue aspettative, gli sarà oggi più facile abbandonare il piccolo "ras".
Quando la leadership è animata da intenzioni costruttive ed ispirate, passare da una modalità autoritaria ad una autorevole è non soltanto piuttosto agevole, ma è anche decisamente più redditizio sotto ogni punto di vista.
5 ottimi motivi per considerare una leadership più Autorevole
Questi sono solo alcuni dei motivi per cui sarebbe opportuno che un leader conoscesse ed adottase una modalità di leadership autorevole.
- Maggiore consapevolezza della realtà - Un leader che non è in contatto con la reale natura della leadership, optando per l'autoreferenzialità, non è più in grado di guidare efficacemente. L'Autorevolezza non è né una teoria né uno dei tanti
"stili"
di leadership che vengono proposti più per motivi di marketing che altro, bensì la piena espressione di una leadership consapevole delle forze e delle dinamiche che il leader non può più permettersi d'ignorare.
- Maggiore sicurezza interiore - L'Autorevolezza non è una semplice tecnica da applicare mettendo in atto banali atteggiamenti preconfezionati studiati a tavolino, ma presuppone la conoscenza di alcune dinamiche che, una volta acquisite, consentono di muoversi e di decidere senza dover tirare a indovinare. Questo dà una sicurezza certamente più profonda che va ad alimentare ulteriormente l'Autorevolezza in una spirale virtuosa.
- Un legame più forte coi propri collaboratori - L'Autorevolezza non è solamente una modalità con cui esibire la propria leadership, ma produce un potente impatto emotivo su coloro che vengono guidati dal leader, in quanto si sentono a loro volta rassicurati, compresi, coinvolti e considerati. Questo crea un legame indissolubile con il loro leader, che sentono sempre e comunque dalla loro parte, anche e soprattutto nei momenti di crisi.
- Maggiore efficacia direttiva - L'Autorevolezza non lavora su presupposti moralistici, sulla "cosa giusta da fare"... lavora invece su ciò che funziona, cioè su dinamiche che aderiscono alla nostra realtà, lungo un percorso da cui non si devia. Per questo, ad esempio, il leader autorevole sa lavorare così efficacemente con il cosiddetto amore dolce e amore duro, ottenendo da essi i migliori risultati, anche in termini di fedeltà e di rispetto.
- Maggiore controllo - La leadership non può prescindere dal controllo: un leader senza controllo ha le ore contate (in quanto leader, beninteso!), ragion per cui tutti i leader lo perseguono... ma ricorrendo all'imposizione o alla manipolazione nella maggior parte dei casi. L'Autorevolezza funziona esattamente al contrario, cioè favorisce una leadership che, grazie al fatto che si rifà alla conoscenza dei sistemi naturali per affermarsi, è già in controllo e non deve dimostrare nulla.
Conclusione
L'Autorevolezza non è una qualità complementare della leadership, ma ne è l'essenza e trattarla con sufficienza o perfino disinteresse è un errore che molti leader pagano caramente, anche se non lo ammetteranno mai.
Imparare ad essere autorevoli non è difficile, ma maturare la disciplina necessaria per restare allineati con le dinamiche che animano i sistemi lo è un po' di più.
Anche questo, però, va visto come un prezzo tutto sommato ragionevole per dare una svolta decisamente più costruttiva alla propria leadership.
Come leader, ti sei identificato con alcune cose riportate su questo articolo?
