
La leadership e la... Curva Gaussiana
Sono molte le sfide che deve affrontare un leader, per non parlare delle responsabilità che si deve assumere... ma non c'è sfida più grande della "curva gaussiana".
In realtà, è la sfida più grande per chiunque, ma per un leader lo è molto di più in quanto deve fare i conti anche con la curva gaussiana dei suoi collaboratori/seguaci... il che complica non poco le cose: ma non può evitarlo.
Oltre i risultati...
Ho pubblicato due libri e scritto svariati e-book; ho scritto 4 copioni teatrali, di cui uno andato in scena al teatro di Vicenza; mi sono immerso in diverse iniziative professionali; ho lavorato come coach con migliaia di persone e fatto centinaia di corsi come formatore; e altro ancora...
Cos'hanno tutte queste cose in comune?
Sono tutti legati alla cosiddetta curva gaussiana, che miete ogni giorno milioni e milioni di "vittime" in tutto il mondo!
Te lo spiego, ma permettimi prima una breve digressione.
Abbiamo due grandi problemi: il primo è che siamo disperatamente legati ai risultati, vediamo solo quelli e valutiamo ogni cosa in base a quelli; il secondo è che abbiamo mediamente una visione con una "gittata" mentale ed emotiva di qualche centimetro nel futuro.
Non si va oltre e se mettiamo le due cose insieme, quello che ne esce è il motivo per cui falliscono così tanti progetti.
Tenendo ben presente questo aspetto, entriamo nel merito.
Cos'hanno in comune le mie iniziative elencate prima con il tema di questo articolo?
In tutte, con alcuna eccezione, ho attraversato le fasi che puoi vedere nella seguente immagine.
In orizzontale si ha l'asse del
Tempo, mentre in verticale quello dello
Stress.

Le 9 fasi della curva gaussiana nel perseguimento di un obiettivo
Il percorso "obbligato"
Quando s'inizia qualcosa, si parte con
Entusiasmo; dopodiché, la salita si fa più ripida e, a quel punto, andare avanti diventa un
Atto di Fede; procedendo si sente la
Fatica ed è la fase in cui si consuma la maggior quantità di energia soprattutto emotiva e mentale (quella fisica, già da un pezzo) fino al punto in cui comincia ad insinuarsi il
Dubbio di poter veramente riuscire ad arrivare fino in fondo.
Stringendo i denti si arriva fino all'apice della curva dove la
Crisi che abbiamo già iniziato a sentire da un po' raggiunge l'apice.
A quel punto, come per ogni crisi che si rispetti, occorre fare una scelta: mollare tutto o pregare chissà quale santo (o un'alternativa più laica...) per darci la forza di andare avanti, visto che ci abbiamo già investito tanto.
Se si rinuncia, è finita; se si va avanti, dopo un po', visto che abbiamo voluto procedere con tutte le nostre forze, mettiamo in gioco tutta la nostra
Risolutezza, qualcosa che scaturisce da dentro di noi più a livello emozionale che mentale per spingerci in avanti. A quel punto, avendo già superato la metà del percorso, vediamo il traguardo un po' più vicino e questo fa maturare una
Convinzione sempre più solida di poter arrivare in fondo.
Si arriva ad un certo punto del percorso dove l'Ansia e soprattutto lo Stress si allentano e possiamo guardare in avanti non più con la sola Convinzione, ma con
Anticipazione: in pratica, siamo mentalmente già alla fine del viaggio, le energie cominciano a circolare in modo più fluido grazie ad uno stress molto meno aggressivo, dandoci lo
Slancio necessario per tagliare il traguardo.
Come ci si relazione con la Curva Gaussiana
Molte iniziative vengono "abortite" quando ci si trova al punto di Massima Crisi, ma è proprio qui che la figura di un leader determinato e con una chiara visione fa la differenza. Solitamente, è lui che fa partire un progetto o un'iniziativa, mentre i suoi collaboratori/seguaci... seguono e, laddove questi non siano stipendiati, ma dipendono dal successo del progetto per vedere un rientro per i loro sforzi, le cose possono mettersi male, per il leader.
E', però, sempre qui che il leader fa la differenza lavorando non
soltanto sul progetto in sé, ma sulla sua stessa squadra,
avendo bene a mente le varie fasi della curva gaussiana che
si può dire ineludibile, anche se con qualche minimo distinguo
tra una e un'altra.
Quando si è consapevoli a priori dei passaggi che si susseguono è più facile - o meno difficile - gestire i diversi momenti e tenere in carreggiata gli umori della sua squadra.
E' importante ricordarsi che una leadership non si misura tanto
sulla base dei risultati raggiunti, ma sulla base
dell'atteggiamento, soprattutto mentale, del leader.
Quando ci sono intoppi, i collaboratori/seguaci
guardano il leader e la sua reazione, non il problema in sé, e se vedono che tale reazione è scomposta o, peggio ancora, lo stesso leader volge lo sguardo al problema anziché rassicurare la sua squadra e mostrare almeno una parvenza di controllo, il progetto muore a tempo debito.
Una curva gaussiana ha l'aspetto di una montagna.
In realtà, il perseguimento di un obiettivo con le fasi descritte sopra non ha niente a che vedere con la scalata di una montagna perché l'obiettivo non è la vetta, ma il tornare
"a valle" dall'altra parte.
Tuttavia, anche scalare una montagna può seguire le stesse fasi, con la differenza che la vetta rappresenta appunto la parte finale, non centrale, della curva.
Le 9 fasi della Curva Gaussiana riferita alla Leadership
Brevemente, elenco l'approccio che il leader deve avere per ognuna delle fasi sopra accennate, tenendo a mente una cosa importante:
raggiungere il traguardo è l'obiettivo della squadra; l'obiettivo del leader è assicurarsi che la squadra ci arrivi, al traguardo.
1. Entusiasmo - E' normale che all'inizio, senza una reale consapevolezza di ciò che ci aspetta, l'Entusiasmo sia al massimo... ci mancherebbe!
La durata di questa fase è molto variabile poiché dipende dallo stato d'animo con cui la squadra - e la leadership - inizia il percorso: non c'è molto da aggiungere.
2. Atto di fede - Le difficoltà, previste o meno che siano, cominciano a farsi sentire. Il leader se lo aspetta, i collaboratori/seguaci sono ancora abbastanza freschi da non farne un dramma e, quindi, tutto è ancora risolvibile con un po' di motivazione
e nello spronare la squadra a "credere" in quello che si sta facendo.
3. Fatica - E' il punto più "ripido" della curva e, quindi, quello in cui la Fatica si fa davvero sentire.
Anche questo è abbastanza prevedibile, ma lo sforzo richiesto brucia molta più energia, soprattutto mentale, nelle persone coinvolte.
Tuttavia, la validità del progetto non viene ancora messo in discussione e, quindi,
il leader può ancora contare sulla sua credibilità e sul suo fervore per andare avanti.
4. Dubbio - Qui iniziano i veri problemi per il leader. Si è speso molto per arrivare fin qui e non si vede ancora traccia di "terra" all'orizzonte.
La Fede si tramuta inesorabilmente in
Dubbio, nella squadra, e nemmeno il leader ne è del tutto immune, ma non può farlo trasparire poiché crollerebbe tutto: la squadra dev'essere certa che il leader sappia cosa sta facendo! Trovandosi vicini al vertice della curva, il passaggio alla fase successiva è molto veloce...
5. Massima Crisi - Non è necessariamente la fase più difficile, che è paradossalmente magari anche già superata, ma è quella in cui si avverte di più la stanchezza e la sfiducia.
Come per tutte le crisi, occorre fare una scelta: dentro o fuori, si continua o si molla.
Tuttavia, se si decide di continuare,
ci DEVE essere un cambiamento netto di strategia e di atteggiamento abbastanza credibile da indurre la squadra a perseverare.
Ed è questo il momento in cui la squadra nel suo insieme fa un salto di qualità, soprattutto a livello relazionale.
6. Risolutezza - Superato il peggio, inizia la discesa... almeno a livello psicologico, che è ciò che c'interessa, poiché le difficoltà tendono al contrario ad aumentare, ma è lo spirito ad essere diverso.
Con la
Risolutezza si recupera l'Entusiasmo, che però non è lo stesso di quello della fase iniziale:
ora c'è una consapevolezza che prima non c'era ed è questo a dare forza ai propositi.
Questa è la fase in cui il leader deve dare il meglio di sé al fine di rendere la discesa, e quindi l'avvicinamento all'obiettivo, efficace e dirompente.
7. Convinzione - Quando c'è Risolutezza, aumenta l'impegno e questo produce comunque sempre qualche risultato.
A sua volta, per quanto piccoli possano essere tali risultati, aumenta e si rafforza di conseguenza la
Convinzione di poter arrivare fino in fondo.
Questo passaggio è fondamentale perché si contrappone alla
Fatica, che si trova specularmente sull'altro lato: dove prima vi era il massimo sforzo fisico e mentale in "salita", con la
Convinzione
si viaggia col vento in poppa, in
"discesa".
8. Anticipazione - Non è più una questione di
"se", ma di
"quando".
I dubbi si sono completamente sfaldati, il tenore emozionale è altissimo ed è quindi lo stato in cui si "anticipa" mentalmente il traguardo, si pregusta il successo, s'immagina come sarà diversa e più appagante la nostra vita/lavoro.
Di fatto, il leader può ora fare un passo indietro e lasciare che sia la squadra a fare il resto: un modo per aiutare le persone a crescere e ad assumersi le loro responsabilità individuali.
9. Slancio - Si parla di totale automatismo.
Fatte salve alcune raccomandazioni,
la squadra è in grado di gestire la situazione autonomamente.
Conclusione
Gli obiettivi in sé sono importanti al solo fine del consolidamento di una qualche posizione (diversa in funzione degli ambiti in cui si perseguono), ma di per sé hanno un valore unicamente in funzione della
crescita che ci consentono di fare lavorandoci su.
La persona che raggiunge la Fase 9 non è più la
stessa persona della Fase 1.
E' questo il senso degli obiettivi.
