
Come non fare la fine del leader "chiacchiere e distintivo"
Molti leader si nascondono dietro la posizione che occupano per esercitare il loro controllo e potere sugli altri, facendo della loro sfera d'influenza un vero e proprio feudo inattaccabile. Ti spiego come riconoscere i sintomi di questa perversione della leadership e perché non è mai una buona idea adottare questo modello.
Dal cinema alla realtà
Nel 1987 uscì uno dei migliori film di Brian De Palma,
"The Untouchables", con due giganti del cinema americano come Robert De Niro nei panni di Al Capone e Kevin Costner nel ruolo dell'integerrimo poliziotto che gli dà la caccia nel quadro di una Chicago a cavallo tra gli anni '20 e '30 del secolo scorso.
In un memorabile confronto tra i due, Al Capone-De Niro insulta Eliot Ness-Costner accusandolo di approfittare della sua posizione per perseguitare un onesto cittadino senza uno straccio di prove, da cui il celebre strale, "...sei solo chiacchiere e distintivo!"
Riflettendo su questa frase, sentita ripresa più volte in diverse circostanze, ho pensato a quanti leader ci sono che ricadono in questa categoria del
"chiacchiere e distintivo".
Le chiacchiere rappresentano la superficialità, l'inconcludenza, il pressapochismo, il vuoto di poche idee e per giunta confuse del leader; il distintivo rappresenta il potere su cui poggia e su cui può contare il leader, senza il quale non andrebbe da nessuna parte.
Vedi qualche affinità con molte realtà in cui operano dei leader?
Ho già avuto modo di chiarire in altre sedi che il termine
"leader" non è onorario, ma descrive semplicemente un ruolo che o qualcuno si è dato o che gli è stato assegnato: chiunque lo svolga, a prescindere dalle modalità che adotta per farlo, è un leader.
Che poi sia un leader efficace o meno, etico o meno, è un altro discorso.
4 categorie di leader
Da questo punto di vista, possiamo elencare quattro tipologie di leader:
1.
Il leader che è solo chiacchiere
Non oso nemmeno immaginare come ci sia arrivato in quella posizione (più probabile che si sia attribuito autonomamente questo titolo): evidentemente, possiede un grande carisma... ma quanto può durare?
2. Il leader che è solo distintivo
La sua posizione è evidentemente legittimata da intrallazzi o giochi di potere, ovvero per meriti propri all'interno di una struttura pubblica o parapubblica. Magari è il figlio/protetto di qualcuno oppure opera in un ambiente burocratico (come, ad esempio, quello statale) dove si può avanzare per compromessi... o magari anche per meriti propri, ma in una posizione che va comunque convalidata dalle
"alte sfere".
3. Il leader "chiacchiere e distintivo"
Questa è la categoria in cui Al Capone diceva che rientrasse Ness, cioè uno senza arte né parte, con poco o niente in mano, ma che sa vendersi bene, che sa come muoversi e che grazie a conoscenze ed infiniti leccamenti di piedi ha raggiunto una posizione di un certo prestigio.
4. Il leader che non è né chiacchiere né distintivo
E' il leader che vorremmo essere o che vorremmo avere, cioè una persona dalle competenze e capacità solide, con idee chiare sul da farsi e, soprattutto, che non ha bisogno di padrini, di riconoscimenti, di avalli, di raccomandazioni o quant'altro.
E ora una domanda a bruciapelo: in quale categoria inseriresti Al Capone ed Eliot Ness, rispettivamente?
Etica a parte
Al Capone si troverebbe certamente piazzato nella quarta categoria: molto poche chiacchiere e nessun distintivo. Dov'è arrivato e rimasto è solo grazie ai suoi sforzi ed alle sue... capacità (se così vogliamo chiamarle).
Eliot Ness si inserirebbe invece nella seconda categoria: poche chiacchiere, ma
"sostenuto"
dalla forza e dal potere conferitigli dallo stato, qui rappresentati dal distintivo.
Cosa ti pare che manchi in tutto questo ragionamento? Esatto, l'etica.
Com'è possibile, infatti, che un criminale mafioso come Al Capone venga qui valutato
"meglio" o anche solo affiancato ad un probo e coraggioso servitore dello stato come Ness?
Semplicemente perché, in questa sola ed unica circostanza, ho deciso
di usare parametri di valutazione che non tengano volutamente in
alcun modo conto dell'aspetto morale o etico della questione, che
in realtà va assolutamente considerato e che pretende una precisa
presa di posizione, ma che qui ho lasciato in sospeso per ragionare
unicamente sull'aspetto "funzionale" della cosa.
A questo punto, che facciamo, però?
Come si può essere come Al Capone... senza essere "proprio" come Al Capone, cioè un leader che da una parte non appaia tutto
"chiacchiere e distintivo" e, dall'altra, mantenga una solida condotta morale ed etica?
Funzionalità ed etica di pari passo
Ecco qui 5 atteggiamenti che posso consigliare di adottare al fine di mantenere una leadership assolutamente funzionale, ma che tenga in debito conto gli aspetti etici. In altre parole: niente chiacchiere né distintivi... ma nel modo giusto.
Continua ad imparare e ad implementare nuovi percorsi
Lo stato mentale più importante in cui una persona vuole trovarsi è quello della sicurezza... solo dopo viene la relazione.
Per questo, la prima cosa che la gente guarda in un leader è la sua competenza e la sua sfera di controllo (fin dove arriva il suo controllo).
Le chiacchiere stanno dunque a zero: funzionano per un po', ma poi tutto si sfalda.
Quindi, continua ad imparare, ad aggiornarti, ad infondere sicurezza nel tuo team prima di ogni altra cosa.
Sii concreto e dai seguito ai tuoi impegni
Anche questo riguarda l'aspetto
"no chiacchiere".
Va bene avere una bella visione e va bene pure "venderla", ma le strategie e le azioni che metti in atto per realizzarla devono essere solide e concrete.
Puoi sperimentare, ma non azzardare (senza un più che valido motivo, almeno); puoi aprire nuove strade, ma appoggiandoti su solide basi.
Le improvvisazioni non sono molto apprezzate e, soprattutto, non portano lontano.
Mostra carattere e fermezza su decisioni e principi
Un carattere fermo e volitivo trasmette fiducia.
E' vero che può essere solo una facciata e che se poi non le viene dato seguito, la fiducia viene presto meno, ma è comunque una carta da giocarsi.
Ancora più importante è la fermezza che si dimostra sulle decisioni prese e sulle questioni di principio: è su queste che si misura davvero un leader e che crea il vero collante fra lui ed i suoi collaboratori.
Dimostra autonomia intellettuale
Che tu guidi un team all'interno di un'organizzazione/istituzione o che tu sia un
"libero battitore", poco cambia: il riferimento resti tu ed il tuo team, che ti misura su questo.
E' vero che se lavori per una struttura devi seguire le sue politiche, ma se il tuo team vede che sei il semplice latore di istruzioni provenienti dall'alto, non avrà molto rispetto di te; se sei in disaccordo con il vertice o con certe decisioni/ politiche, devono vedere che sei disponibile al confronto per affermare le tue ragioni.
Schierati sempre col tuo team
Il tuo team è come una tua estensione, quindi una parte integrante, di te.
Chi attacca il tuo team, attacca te, fosse anche il CEO megagalattico dell'organizzazione per cui lavori o il tuo cliente più importante.
Se il tuo team sbaglia, ne rispondi tu davanti al mondo, anche qualora non dovessi entrarci per niente con l'accaduto.
Le conseguenze potrebbero anche essere importanti, ma la tua leadership ne guadagna considerevolmente.
L'alternativa è fare come Pilato... (a proposito di chiacchiere e distintivo!)
Conclusione
La
credibilità è l'asset più importante di qualsiasi leader: senza di essa, non hai nulla, e tale credibilità si costruisce su prese di posizione ferme e scelte difficili.
Ricorda: non è obbligatorio essere un leader...
