Autoritarismo ed Autorevolezza: come distinguerli

Grosso modo, sappiamo la differenza tra questi due termini... sappiamo che uno identifica una modalità tirannica di guidare e l'altro descrive una modalità più human-friendly. Si va "a pelle", ma in realtà questa distinzione parte da molto più lontano... da molto prima di diventare uno stereotipo.

Questione di sostanza

Tanto per iniziare, non è affatto scontato che tutti riescano a fare una distinzione tra questi due termini e spesso mi accorgo che vengono intesi quasi come sinonimi: solo a pronunciare "autor..." molta gente va nel panico o, quantomeno, si rapporta a quella mezza parola con un certo sospetto.

Ciò che hanno in comune è il termine "autorità" che, in effetti, può essere calato su entrambe queste definizioni, sebbene con intenzioni e significati ben diversi che qui cercherò di chiarire.

Partiamo col dire che, per chi intende impegnarsi in un progetto che ritiene importante, significativo e meritevole, ma soprattutto, che aggiunge valore alla vita propria e altrui, l'autorità è una qualità che non può fare a meno di sviluppare, poiché quanto più importante è il progetto, tanto più necessiterà di persone che siano coinvolte ed allineate con ciò che il progetto si propone di realizzare... impossibile perfino da ipotizzare per chi non è in grado di galvanizzare le risorse umane con una leadership solida e legittimata.

Quello tra Autoritarismo ed Autorevolezza non è un distinguo prettamente semantico, ma di sostanza.

Non sono infatti i "modi" a fare la differenza tra una modalità e l'altra, ma l'intenzione e gli obiettivi di fondo, che andranno ad attivare dinamiche diverse, spesso opposte, determinando la qualità e la direzione della leadership.

Oltre gli stereotipi

Si può essere gentili, rispettosi, aperti ed essere autoritari; mentre si può essere duri, scostanti, rigidi ed essere autorevoli: sono due situazioni volutamente esagerate e difficilmente riscontrabili, ma solo per far capire che forma e sostanza non si prestano così facilmente agli stereotipi quando si parla di leadership.

E sebbene nella maggior parte dei casi le persone autoritarie ed autorevoli si comportino esattamente come ci si aspetta che facciano secondo certe
"convenzioni", per quanto riguarda quelle autorevoli esse adatteranno il loro comportamento alla situazione che si viene a creare, cosa che difficilmente avviene con le persone autoritarie che, invece, tendono a calarsi nel personaggio.

Ma entriamo più nel dunque e vediamo quali sono gli aspetti in cui si riconoscono queste due diverse tipolgie di leadership.


a) Paradigmi

I "paradigmi" sono filtri mentali attraverso i quali percepiamo la nostra realtà.

Ve ne sono molti ed in questo caso si contrappongono il paradigma della Macchina e della Natura.

Il leader autoritario tende a vedere il rapporto con gli altri e con il mondo come se fossero una Macchina che può programmare e, quindi, controllare aspettandosi che rispondano in funzione di tale programmazione.

Il leader autorevole, d'altro canto, percepisce ed interagisce con gli altri ed il mondo come una realtà integrata ed interconnessa che non risponde ai suoi desiderata, ma come se fosse una pianta che ha bisogno di essere curata e seguita secondo la sua natura per dare il meglio di sé.

Due visioni antitetiche che favoriscono atteggiamenti e comportamenti opposti: dall'essere servito a servire.


b) Controllo e Potere

Un leader, sia esso autoritario o autorevole, ha bisogno di avere potere e di esercitare controllo... solo che ognuno lo fa in modo diverso a seconda del modello che adotta.

Il leader autoritario solitamente
"eredita" il potere dall'alto, cioè da chi quel potere glielo delega ed a cui deve rispondere.

Il leader autorevole, d'altro canto, anche laddove abbia ereditato il potere che ha e di cui deve rispondere, avendo un approccio più sistemico di ciò che è chiamato a guidare, persone comprese, il suo controllo sarà sulle dinamiche che poi generano i risultati e non sulle persone, che invece sceglierà di coinvolgerà nel processo.


c) Pressione

Poiché deve rispondere del suo operato, il leader autoritario si sentirà pressato a generare i risultati previsti ed attesi, scaricando poi tale pressione sugli altri. Questo può accadere anche laddove il leader abbia "conquistato" la sua posizione: pur non dovendo rispondere a nessuno, le sue mire ed ambizioni sono dettate dal suo ego, che pretenderà dei risultati. Il leader autorevole, pur sentendosi pressato, non scaricherà la tensione sui suoi sottoposti, ma "sfrutterà" le dinamiche dei sistemi per ottenere i risultati perseguiti, facendole lavorare per lui ed a favore di tutti. Non significa che non ci sarà da impegnarsi anche duramente, ma ciò che vengono meno sono la tensione e la conflittualità.


d) Followership


La leadership sta al leader come la followership sta ai seguaci, ai sottoposti, e definisce il tipo di rapporto che intercorrerà tra questi ed il loro leader.

Il potere di un leader, in generale, è in funzione del sostegno più o meno convinto che riceve dalla base, in tempi buoni come in quelli più sfidanti.

E' dunque lecito chiedersi fino a che punto un leader autoritario avrà sostegno dalla sua base nei momenti di difficoltà: si coalizzerà con lui come un solo corpo o si disgregherà lasciando il leader al suo destino?

E al contrario, quale scelta farà la base di un leader autorevole che è stato un autentico faro per i suoi seguaci quando questi non sapevano nemmeno per quale motivo fossero lì.


e) Fiducia e rispetto

Solitamente, diamo fiducia e rispetto a chi ci ha dimostrato di meritarli... e così la pensa anche il leader autoritario, che premia chi lo serve meglio ed ignora o perfino denigra chi non ritiene all'altezza del proprio compito: prima mi dài e poi io darò a te... questo è il motto-guida.

Il leader autorevole pensa in modo diametralmente opposto, cioè io ti guido, ti sostengo, ti aiuto a superare le tue sfide, continuo a darti fiducia: prima ti do e poi tu...
No: ti do e basta, senza alcuna aspettativa di ritorno.

Un santo, insomma! Niente affatto... è solo uno che sa come funzionano i sistemi e che, secondo il paradigma della Natura, se si serve quest'ultima (tra cui le persone!), non ha senso chiedersi se poi ricambierà.

Succederà semplicemente perché è la natura... della Natura!


f) Focus

Poiché il paradigma di riferimento del leader autoritario è quello della Macchina, dov'è lui a detenere il potere e il controllo (o almeno, così crede), il focus sarà costantemente su di sé, sulla sua visione del mondo e sui benefici che ne trarrà: l'autoreferenzialità è il suo biglietto da visita!

Il leader autorevole è invece focalizzato sugli altri e sulla missione che intende portare avanti.

Non si mette al centro degli altrui mondi, ma al contrario si defila, lascia spazio ai suoi sottoposti, li coinvolge, li consulta, li vuole vedere crescere: la leadership del leader autorevole è una fucina di nuovi leader che non dimenticheranno mai da dove sono venuti e chi li ha aiutati ad esprimersi al meglio che potessero.

Conclusione

Distinguere una leadership autoritaria da una autorevole non è un'operazione moralistica dove si stabilisce chi è buono e chi è cattivo, un po' come l'ormai stucchevole distinguo tra "leader" e "capo".

Non è questione di bontà o di cattiveria, ma di capire come anche la persona più benintenzionata può cadere nei tranelli del pensiero meccanicistico, che è peraltro quello prevalente (sto parlando di almeno il 99% delle persone!).

Chi ne è vittima, fa presto a puntare il dito contro il suo "nemico", non rendendosi conto che anche questi sta vivendo e giudicando determinate situazioni sulla base di questa qualità di pensiero... e così non se ne esce.

Siamo tutti predisposti a cadere nell'autoritarismo laddove non ci si accorge delle enormi forze in gioco dentro ognuno di noi.

D'altro canto, l'autorevolezza è non soltanto una scelta, ma qualcosa che occorre comprendere, imparare ed implementare con costanza e consapevolezza.

E' la leadership, bellezza!