Domande & Risposte sul Coaching

Il coaching non rientra certo tra le attività più conosciute dalla maggioranza delle persone, tantomeno in Italia.

Magari c'è anche interesse, ma non sapendo bene di cosa si tratta, molti rinunciano in partenza, perdendo così una straordinaria opportunità.

Con una serie di domande e risposte, ti verrà data qualche informazione sul coaching in generale, per poi scendere sempre di più nel coaching basato sulle dinamiche dei sistemi, e su come si svolge operativamente (modalità, costi, pagamento, ecc.).

 

 

Che cos'è il coaching ed in che modo può aiutarmi ad ottenere ciò che voglio?

Il "coaching" è una modalità di formazione uno-ad-uno (talvolta anche uno-a-molti) in cui un coach (allenatore, guida) segue e supporta nella sua crescita un coachee (discente - cliente) che ha bisogno di uscire da una situazione di disagio, ovvero che desidera ottenere maggiore efficacia e migliori risultati in una determinata area della sua vita.

Questo strumento, il coaching, è certamente il mezzo più efficace e veloce per raggiungere tali risultati poiché il coach è una persona esperta in un determinato settore (personal/life coaching, business coaching, sales coaching, ecc.) ed è in grado di capire cosa stia "bloccando" il coachee, impedendogli di arrivare dove vuole. Il coach di fatto affianca il coachee nel suo percorso aiutandolo a vedere la sua realtà in maniera diversa, dandogli così utili input per mettere in atto strategie più efficaci.

 

 

In che modo il coaching basato sui sistemi è diverso dal coaching convenzionale?

Formalmente, cambia poco o nulla, ma è l'approccio ad essere completamente diverso. Vediamo di spiegarlo con una metafora. Saprai certamente che tutte le malattie (salvo le patologie che hanno un'origine genetica) dipendono da una carenza a livello del sistema immunitario. Le persone con un sistema immunitario più forte si ammalano molto meno e guariscono più velocemente di chi ha un sistema immunitario più debole. Tuttavia, quando stiamo male, ci rivolgiamo al medico di base o ad uno specialista dell'organo/apparato che ci crea malessere affinché ci dia una cura per debellare il male.

Allo stesso modo, chi si rivolge ad un coach, solitamente sceglie un professionista esperto nell'area che intende migliorare, che lo aiuterà a superare i blocchi tecnici (oggettivi) ed emotivi (soggettivi) che lo stanno frenando. Con questo coaching si aggiunge un livello, che è appunto quello sistemico, in cui si scende nella struttura stessa della realtà, dandoci un quadro della situazione molto più ampio, nonché la possibilità di lavorare sulle cause. In particolare, si va ad intervenire sulle dinamiche che inducono a costruire un rapporto di fiducia molto più forte verso gli altri e verso se stessi, andando a lavorare sulla credibiità della persona.

 

 

Come funziona il coaching?

Il coach e il coachee stabiliscono in quale giorno ed a quale ora sia più conveniente per entrambi intrattenere le sessioni, che sono a cadenza settimanale (sempre lo stesso giorno e la stessa ora, salvo imprevisti che vanno tempestivamente comunicati all'altra parte). Alla conclusione di ogni sessione, le due parti concordano sulle strategie e le azioni, suggerite dal coach, che il coachee dovrà implementare nella sua quotidianità durante la settimana.

La sessione settimanale serve a verificare l'efficacia delle strategie proposte per poi mettere il tutto a punto e stabilire uno nuovo standard comportamentale per il coachee. Questo è il modus operandi.

 

 

Quanto dura un ciclo di coaching?

E' molto difficile determinare a priori la durata du un ciclo di coaching, che può variare da qualche settimana, qualche mese e perfino un anno o anche più.

Sono diversi i fattori che concorrono a determinare la durata di un ciclo di coaching di cui, tra i più importanti, vi sono:

  1. la complessità del problema/obiettivo e dell'ambito in cui il coachee opera
  2. l'impegno che il coachee mette nell'implementare le strategie concordate e nel rispettare gli appuntamenti (ritardi, rinvii, ecc.)
  3. il livello di desiderio di raggiungere i risultati voluti
  4. il fatto che, spesso, il coachee si focalizza su determinati obiettivi e poi, in corso d'opera, scopre che sono tutt'altro

Sta di fatto che si deve mettere in conto un minimo di tre (3) mesieventualmente rinnovabili, per fare un lavoro serio. Può sembrare molto, ma prima di vedere dei risultati accettabili e di verificare la validità del percorso fatto, tre mesi sono un'inezia. 

Ad una persona che non conosce le dinamiche in gioco nel coaching può sembrare una costrizione quantomeno inopportuna, ma in realtà va a suo vantaggio.

Tre mesi sono, inderogabilmente, il termine minimo per un ingaggio ed il coachee deve vedere questa scelta non come un intervento "spot", un cerotto per risolvere un'emergenza, ma un vero e proprio investimento per la propria crescita ed il suo duraturo benessere.

 

 

Quanto costa il Coaching?

Come per la durata, anche il costo è determinato da diversi fattori che vanno presi in considerazione (clicca qui per saperne di più). Se, dopo un primo ciclo di coaching, il coachee dovesse decidere di proseguire senza interruzione di continuità (cioè, subito dopo il ciclo di coaching appena terminato), verranno mantenute le vecchie tariffe anche se tali tariffe erano soggette ad una promozione.

 

 

Quali sono le modalità di pagamento?

Il compenso è determinato "a corpo", il che significa che la cifra pattuita riguarda l'intero ciclo di coaching (tre mesi, salvo casi particolari). Se il coachee dovesse decidere di interrompere il ciclo prima di questo termine, sarà comunque tenuto a pagare l'intera cifra pattuita.

Il pagamento può essere fatto mensilmente, all'inizio di ogni mensilità (cioè a partire dal primo giorno di coaching); oppure in un'unica soluzione prima dell'inizio del ciclo, nel qual caso è contemplato uno sconto del 15%.

Il pagamento può avvenire tramite

  • Contanti
  • Bonifico bancario
  • PayPal/carta di credito

Clicca qui per ulteriori dettagli.

 

 

Quali altre cose devo sapere?

  • Il coaching non è un servizio di consulenza, ma una metodologia, un processo tramite il quale il coachee prende sempre maggiore consapevolezza del proprio potenziale e delle risorse che ha a disposizione. In questo modo, è lui stesso l'artefice della propria crescita.
  • Sebbene non sia molto consigliabile, durante un ciclo di coaching, nel caso in cui il coachee, per motivi personali o professionali, necessiti di interrompere gli incontri, egli può chiedere di saltare fino a due sessioni consecutive e per non più di due volte nel corso dell'intero ciclo.
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Alessandro Carli
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